Un bicchiere di vino per festeggiar

Un bicchiere di vino per festeggiar

•·.· ́ ̄`·.·• Salve a tutti da Alisia •·.· ́ ̄`·.·•

Ieri sera ero alla festa di laurea di una mia amica, insieme ai compagni di sempre, di studio e di bevute.
La mattina abbiamo assistito alla cerimonia, che ha visto Martina uscire con lo splendido voto di 110/110, mentre la sera siamo stati rumorosi ospiti dello Skyline, American Bar, un locale di Pisa dall’arredamento molto moderno e accattivante!

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Per chi non fosse di Pisa ma si trovasse a passare nei paraggi, ecco l’ubicazione precisa, fornita direttamente dall’infallibile Google Maps!

Senza nome

Nonostante le temperature non accennassero a scendere sotto i 30° nemmeno in tarda serata, la festa è riuscita al massimo grazie all’entusiasmo di amici e parenti e all’inaspettata esibizione di freestyle da parte di ragazzi del luogo. La città offre sempre mille sorprese!
Tra il vino, il caldo, il cibo, maturavano però in me tante riflessioni… ad esempio come spesso le persone si fingano ubriache per legittimare la loro loquacità o il loro essere semplicemente se stessi.
Abbiamo davvero bisogno di qualche bicchiere di vino in più per poter mostrarci come siamo?

Con questo non voglio certo dire che sia sbagliato bere un bicchierino ogni tanto e soprattutto quando si è in compagnia (ma non quando ci si deve mettere alla guida!! *Predicozzo Time*).
Soltanto che sempre più spesso vedo persone che fanno finta di essere brille, quando non hanno neanche finito il loro primo drink…
Discorsi senza senso, risate spropositate, sguardo perso nel vuoto… e poi sanno recitare a memoria il loro codice fiscale, fare moltiplicazioni a due cifre a mente e ripeterti a memoria la loro tesi triennale discussa l’anno prima…

Qualcosa non torna!

Penso che sarebbe bello non avere mai vergogna di quello che siamo, di sembrare infantili e -perché no?- anche sciocchi, alle volte, pronti a ridere e a non prenderci sul serio, quando è il momento di far festa.
Spesso la paura di venire giudicati per le nostre idee o i nostri comportamenti spontanei ci spinge a indossare abiti non nostri, fingendo di essere quello che non siamo.
Certamente è più facile adeguarsi alla maggioranza, ridere quando tutti si aspettano che dobbiamo farlo, rimanere indignati per questioni che in realtà ci lasciano indifferenti.

E’ quello che mio padre chiama “bere dal secchio“, ovvero accettare acriticamente ciò che ci viene propinato, senza soffermarci a pensare se, dentro noi stessi, siamo d’accordo o no.
Gli altri ci appaiono così sicuri e decisi, che abbiamo paura a dire la nostra. Non vogliamo sembrare stupidi o, peggio ancora, ridicoli. Ma che cosa c’è di ridicolo a pensare con la propria testa?

Questo è ciò che penso, e credo anche che ognuno sia in realtà profondamente insicuro e spaventato, e che la sicurezza che mostra agli altri sia soltanto una maschera indossata a forza.
Sarebbe bello essere tutti più limpidi e sinceri nei rapporti con noi stessi e con gli altri, non trovate?

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Voi che cosa ne pensate?

Avete mai assistito a questo fenomeno dell’essere “ubriachi per finta”?
Certo poi c’è chi non è affatto ubriaco per finta, ma la differenza -si sa- è ben evidente! E non stiamo qui ad approfondire…

•·.· ́ ̄`·.·• Alla prossima! •·.· ́ ̄`·.·•


by Alisia, una ragazza per bene (A Good Girl)

CREDITS: foto by Internet;  Elena Kalis

 

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