Le cose cambiano intorno a noi

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A volte episodi e persone che credevamo dimenticati, ritornano prepotenti alla nostra mente attraverso una foto, una ricorrenza, un vestito indossato proprio in occasione di un appuntamento con loro.
Tutte le cose cambiano e le amicizie arrivano ma poche restano, mutano, si modificano di sfumature che inizialmente sono impercepibili, ma che poi, guardandosi negli occhi, fanno capire come ormai tutto sia distante anni luce da ciò che un tempo era.
A volte di un rapporto bellissimo e radioso rimane sono un tenue bagliore che acquista vigore solo dal riverbero in noi. Fuori, esso è ormai spento, di questo ormai si tace.

Spesso ciò avviene per una storia d’amore. All’inizio fortissima, intensa, totalizzante. La bellezza di conoscere un’altra persona nei suoi segreti più profondi, la leggerezza del confessarsi a un altro cuore e l’eccitazione della comunione di corpi e di affetti.
L’incanto di queste sensazioni dura solo il tempo di un sussurro, e poi lascia il posto nuovamente alla vita di tutti i giorni, fatta anche di “momenti no”, di noie, bollette, problemi, litigi mattutini, sveglie che non suonano, esasperazione.

Questo è inevitabile: le cose cambiano. E non è detto che sia sempre una cosa negativa.
Il cambiamento è un aspetto inevitabile della nostra esistenza ed è un elemento che la rende ricca e varia. Tutto, dall’inizio alla fine, è imprevedibile ed emozionante proprio in virtù della sua causalità fatta di coincidenze, sviste, imperscrutabili disegni della sorte.
A volte l’incanto dell’innamoramento lascia il posto al disincanto, la scoperta che quella persona che si credeva così affine è in realtà lontana ormai dalle nostre aspettative e dalle nostre idealizzazioni.
Ci si rende conto improvvisamente di un’evidenza che era sempre stata sotto i nostri occhi, ma che ci era sfuggita. Un po’ come, di una persona, non si percepisce la crescita in altezza perché siamo abituati a vederla tutti i giorni, millimetro per millimetro.
Invece, là dove si volga un attimo altrove lo sguardo, ecco che, tornando a quella persona a cui ormai siamo abituati, la si guarda con occhi nuovi, forse più oggettivi o semplicemente portatori di una mutata prospettiva.

Le cose cambiano, dobbiamo essere pronti ad accettarle, dobbiamo mantenerci fluidi e pronti a tutto, come in balia di una corrente marina non sempre benevola.
Ciò che più fa male, infatti, non è il cambiamento in sé, ma è quando ci rifiutiamo in ogni modo di ammetterlo.
Il paragone con l’acqua è calzante: di fronte a un’onda sbarazzina più violenta delle altre, è inutile puntare i piedi a terra in un’ostinata immobilità. Ciò non farà altro che farci soccombere, farci andare a fondo. Mantenendoci invece a galla, a pelo d’acqua, l’onda ci innalzerà con lei e poi ci lascerà incolumi, forse un po’ frastornati, e leggermente più avanti -o più indietro- rispetto a dove eravamo prima.

La cosa peggiore è dover far finta che niente è cambiato, e vivere così costantemente sott’acqua.
Alla ricerca anelante di ossigeno, per depurare i nostri polmoni malati, invece di risalire cerchiamo solo di trovare scorciatoie patetiche, compromessi, scuse. Cerchiamo di “lasciar correre”, adattarci, pensare che un giorno saremo più forti e riusciremo a risolvere ciò che adesso ci sembra troppo difficile.
In fondo però l’antico detto non mente e “tutti i nodi vengono al pettine“; tutte le onde tornano a riva; tutti noi dobbiamo affrontare le cose che cambiano e che, volenti o nolenti, ci coinvolgono tumultuose nel loro turbinio senza fine.


                                                                                                      by Alisia, una ragazza per bene (A Good Girl)

CREDITS:     foto Elena Kalis

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